Iniziamo dal brindisi. Il 2017 è alle porte e già si pensa a cosa portare in tavola. A quanto pare veg è bello. Anche Conte Vistarino lancia i suoi due spumanti. Ma la lista è lunga

Spumante vegan. E’ proprio vero. Le tendenze alimentari, i nuovi stili di vita, influenzano sempre più anche il mondo del vino. Se il bio è sempre più padrone, il vegan prende sempre più il suo spazio. E così, mentre il Consorzio tenta di conquistare i Millennials, nell’Oltrepò Pavese una importante casa vitivinicola, diciamo pure una delle più importanti, lancia il suo spumante vegano invitando a stapparne quante più bottiglie possibili a Capodanno. Ma il suo non è il primo e, siamo certi, non sarà neanche l’ultimo. Sorpresi? Forse più che della tendenza vi sorprenderà sapere che, uno di loro, è stato anche tra i 100 vini più buoni d’Italia. Per chi non lo sapesse, produrre un vino vegan vuol dire non utilizzare alcun additivo di origine animale.

 

Spumante vegan: Conte Vistarino presenta la sua ultima creazione.

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Non una. Ma due bottiglie rigorosamente vegan. Conte Vistarino, la maxi-casa spumantistica dell’Oltrepò Pavese le ha già pronte in cantina. Poche settimane, un paio a quanto pare, e il suo primo, anzi i suoi primi, spumanti vegan, saranno presentati al grande pubblico.

Si tratta del Pinot Nero Charmat Brut e Pinot Nero Charmat Brut Rosé. “I due spumanti – ha annunciato Ottavia Giorgi di Vistarinonon utilizzano né gelatine Nè lieviti di origine animale. Le uve, Pinot nero 100%, scelte e raccolte a mano provengono da due appezzamenti: Beretta e Santa Rosa”.Il processo di vinificazione, assicura, è stato accuratissimo. Il risultato, a quanto pare, è di due spumanti molto profumati, vellutati e aromatici. Adatti, insomma, a tutti i palati.

 

Spumante vegan: tra queste una è tra i 100 vini migliori d’Italia.

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Che abbiate o meno mai provato un vino o uno spumante vegano questo, sembra proprio l’anno giusto. In realtà col Monteroma Bio di Vigna Cunial siete indietro di ben due anni. E’ nel 2014, infatti, che la creazione di Gianmaria Cunial si è guadagnata un posto tra i 100 vini migliori d’Italia. Siamo nei pressi di Parma e quello che stapperete è uno spumante brut di malvasia in purezza. Il riconoscimento gli è arrivato da “Il Golosario” di Paolo Massorbio e Marco Gatti.

D’altra parte, già all’epoca Cunial spiegò il perché di questo spumante. “ho inizito la mia aventura spinto dal desiderio di produrre vino buono partendo dall’unico ingrediente davvero necessario: un’uva di primissima qualità”. E così è stato. Non resta che provare il Monteroma Bio, uno spumante fresco dalla piacevole sapidità dove fiori, frutta e freschezza sono il connubio perfetto per augurare un 2017 all’insegna della gradevolezza.

 

Spumante vegan: il gusto della Franciacorta non poteva mancare.

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Eh sì. C’è anche lo spumante vegano…della Franciacorta! Siamo in uno dei luoghi simbolo delle bollicine italiane e la bottiglia che vi stiamo suggerendo è il Franciacorta Brut Docg “Sul Vert” di Franca Contea. Spumante certificato VeganOk nato da uve Chardonnay dei vigneti dei comuni di Adro, Corte France e Provaglio di Iseo. Tutti condotti personalmente dalla Famiglia Cavalleri. Nasce da uve Chardonnay, di vigneti dei comuni di Adro, Corte Franca e Provaglio di Iseo, da vigneti tutti condotti personalmente dalla Famiglia Cavalleri.

 

Bollicine Vegan: quando il vitigno più antico incontra la formula più ‘moderna’.

Spumante Vegan - Giol

E’ a base di Raboso il 1427 Spumante Extra Brut Metodo Classico Dosaggio Zero (Pas Dosè) dell’azienda Giol. Ovviamente certificato, lo spumante vegano non ha questo nome per caso. Il Rabos, infatti, è il vitigno rosso più antico della Repubblica di Venezia e il Giol è il più antico dei produttori di vino della zona. Questo mestiere lo fa, infatti, dal 1427.Uno spumante bio-vegan che, insomma, non tradisce l’essenza del suo vitigno e che si è guadagnato un posto tra quelli da stappare per brindare al nuovo anno.

 

Spumante Vegan: quelle che ancora non ci sono.

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Ad essercene, in realtà, ce ne sono già un bel po’. Oltre a quelle citate potremmo inserire lo spumante vegan de Le Carline, ad esempio. E abbiamo tenuto fuori il prosecco. Ma c’è qualcuno che, invece, ci ha messi in aspettativa. Operazione di marketing? Forse. Ma anche la voglia di regalarci un prodotto d’eccellenza così come la casa produttrice ci ha abituati.

Non un caso che arriverà solo nel 2019 e che sarà quello perfetto per il brindisi del primo ventennio…del nuovo millennio!Stiamo parlando di una grande azienda della Franciacorta. Quella che, tra le prime, scelse il passaggio al Bio. Era il 2001. Ad oggi su 2.900 ettari dell’area Docg 1.300 saranno biologici. E presto lo saranno tutti. Di chi si tratta? Dell’azienda Barone Pizzini. Nel 2012 un suo vino, il Rosé 2008, è stato insignito come il miglior vino bio al mondo. Cosa ci potremmo mai aspettare dal suo spumante? Le aspettative sono alte e, siamo certi, non resteremo delusi.